Il ponte delle spie

Ho visto questo film in aereo, venendo verso gli USA, quindi non chiedetemi niente sul livello tecnico della regia 🙂

A quanto pare è tratto da una storia vera, un avvocato di New York che si trasforma in negoziatore ufficioso per la CIA all’inizio della guerra fredda, con ottimi risultati.

Ci sono alcune cose interessanti: la spia russa è un signore molto simpatico che tutti vorremmo invitare a cena (aren’t you afraid? gli chiede l’avvocato. Would it help? risponde lui); Berlino mentre il muro viene costruito, la tensione tra governo russo e la repubblica democratica tedesca, insomma un pelo meno bianco/nero di quanto i film americani sulla seconda guerra mondiale e le sue conseguenze tendono ad essere .

Tutti i personaggi sono interessanti e ben recitati, non si riesce a schierarsi da una sola parte, ci sono nuances. Alleluja.

Tom Hank è inevitabilmente l’eroe bianco che salva tutti (ma proprio tutti), guidato da una morale ed un senso del dovere invidiabili, oltre che da un attaccamento alla costituzione americana che comincia a starmi sulle balle, ma sarà che vivo qui. Rappresenta la determinazione Holliwoodiana, ma non solo, di vedere il buono e sempre e solo il buono di questo “grande paese”, e dobbiamo dimostrare agli altri che siamo migliori di loro, ecchepalle. In compenso c’ha il senso dell’umorismo, che è qualcosa. (“who’s gonna come to recognize me?” chiede la spia russa. “Hopefully not your eastern german family. They can barely tell each other apart” risponde l’avvocato).

Ma d’altronde poi ci sono frasette che redimono almeno in parte: “è un traditore” dice la moglie dell’avvocato riferendosi alla spia russa. “Non è un traditore, risponde lui, non è mica americano, come fa ad essere un traditore”. Ah, grazie.

Non ci sono esplosioni, pochi morti e visti da lontano, la tensione si regge sulla recitazione, è un film d’attori e di regia, e quindi il mio genere.

Comunque, vabbé, alla fine va giù liscio, persino se guardato all’una di notte sul minuscolo schermo, dai minuscoli sedili dell’economy class di United Airlines. Perciò magari al cinema è anche meglio.

 

 

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