La targa

di Andrea Camilleri

Questo è un librino snello, un Camilleri “non Montalbano” ma sempre vigatese, una storia di politica nel ventennio, di donne forse vedove nere, di gelosie e ripicche in un paese, con i soliti borghesi del circolo che si sputano addosso calunnie e giocano a carte, insomma, a parte il garbo della scruttura, niente di nuovo sul fronte del nostro scrittore molto amato, ma forse un pò stanco, o solo troppo sfruttato. Segue una strana lettera a Camilleri, che pare scritta dall’autore stesso ma invece è di un’altra scrittrice siciliana, incaricata dall’editore di scrivere una postfazione e che si dilunga invece in una strana elegia dell’autore. Mah.

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