Zaha Hadid e gli edifici volanti

Uno dei vantaggi di stare in uno snodo ferroviario del centro Italia, è che in poche ore si arriva quasi ovunque, specialmente ora con l’alta velocità.

Così in un giorno qualunque di Settembre ho preso un treno per Venezia, per il semplice motivo che potevo, e con lo scopo di dare un’annusata alla biennale, ma soprattutto vedere la mostra sulle opere architettoniche di Zaha Hadid.

Ancora più dei renderings e dei modellini, quello che affascina della Hadid sono i bozzetti, delle opere di arte astratta che ricordano luce e movimento e che per miracolo e meraviglia si trasformano in edifici solidi ma leggeri, come se fossero in volo.

Ci sono molti portfolii in mostra a Palazzo Franchetti, anche di edifici mai costruiti – ancora più interessanti perché il volo non tocca mai terra – ma proposti per gare d’appalto per edifici noti ed importanti.

Hadid era un’architetto ed un’artista, ma soprattutto era una donna con una visione dello spazio e della realtà che non somigliava a quello di nessuno, pur ispirandosi a pittori modernisti e un futurismo visionario.

Il suo meglio, credo, lo dava nei musei, forse perché opere pubbliche per eccellenza, e nate per ospitare forme di espressione tanto libere quanto le visioni di Hadid.

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