Giovedi Poesia /3

Le Pratiche Inevase

di Primo Levi

 

Signore, a fare data dal mese prossimo 
voglia accettare le mie dimissioni. 
E provvedere, se crede, a sostituirmi. 
Lascio molto lavoro non compiuto, 
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive. 
Dovevo dire qualcosa a qualcuno, 
ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato. 
Dovevo anche dare qualcosa, 
una parola saggia, un dono, un bacio; 
ho rimandato da un giorno all’altro. Mi scusi, 
Provvederò nel poco tempo che resta. 
Ho trascurato, temo, clienti di riguardo. 
Dovevo visitare città lontane, isole, terre deserte; 
le dovrà depennare dal programma 
o affidarle alle cure del successore. 
Dovevo piantare alberi e non l’ho fatto; 
costruirmi una casa, forse non bella, ma conforme a un disegno. 
Principalmente, avevo in animo un libro meraviglioso, caro signore, 
che avrebbe rivelato molti segreti, alleviato dolori e paure, 
Sciolto dubbi, donato a molta gente 
Il beneficio del pianto e del riso. 
Ne troverà traccia nel mio cassetto, 
in fondo, tra le pratiche inevase; 
Non ho avuto tempo per svolgerla. 
È peccato, sarebbe stata un’opera fondamentale.

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