Vivere sulle faglie

Una settimana nel centro Italia: passeggiate, shopping, mostre, parenti ed amici, e sempre Roma mi fa sentire amata e felice, con tutti i suoi casini è una delle città che mi sono più vicine in spirito, seconda solo a quell’altra nella grande isola, con ancora più problemi, ma ancora più calda e bella e decadente.

Una settimana di scosse continue, questo paese bellissimo è fragile da moltissimi punti di vista, ma questo è il più terribile ed ingestibile di tutti: mette a rischio la sicurezza delle case – che sono per noi il cuore della vita -rende la vita di tutti ancora più incerta, ancora più scivolosa tra le dita.

I parenti nelle Marche hanno lasciato le loro case per quelle più tranquille sulla spiaggia, si vive da sfollati anche quando non fosse necessario.

I miei amici qui, che sono calabresi, hanno storie da raccontare di terra che balla e fughe nel cuore della notte. Il 1908 non è poi così lontanto, quando la bella, impeccabile Norcia cade a pezzi davanti ai nostri occhi sbalorditi.

Un popolo che vive continuamente con la spada di Damocle della geologia nemica, può trovare sufficiente consolazione nelle bellezze di un paesaggio che si sgretola, nella meraviglia di cibi e profumi e colori che tolgono il fiato mentre i bicchieri si frantumano a terra dalla credenza?

O ci vuole anche qualche piccola certezza, nella vita, come sapere che magari, si, morirò stanotte, ma non perché mi è crollato in testa il soffitto?

E’ per questo che siamo così fatalisti, così poco inclini a combattere per i diritti anche acquisiti, ma siamo prontissimi ad una solidarietà immediata e generosa (con dovute eccezioni, come dimostrano i recenti fatti di cronaca)?

Siamo noi che gestiamo i terremoti, o sono i terremoti che gestiscono noi?

Il letto ha smesso di ballare, i cani di abbaiare. Esco a rassicurarli, in pigiama nel bel giardino della mia amica, il sole splende su Roma, i vicini confrontano le esperienze ballerine, il caffé sulla piazza è aperto con le sue paste meravigliose. Colgo un limone e mi giro verso i raggi come un fiore, sono così profondamente italiana anch’io.

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