Il Regno

di Emmanuel Carrère

Non posso dire che il libro non mi sia piaciuto. L’ho divorato infatti in un momento in cui faticavo molto a leggere, distratta da molte altre faccende personali.

In più ero in vacanza e il tempo mi si riempiva in molti altri modi.

Ma. Carrère è pieno di se, scrive bene, tende a partire per la tangente, e per un uomo di quasi 60 anni viene a volte voglia di mandarlo a letto senza cena.

A parte questo atteggiamento da “sono in contatto con il mio bambino interiore”, il libro è interessante, informativo, e spiritoso.

E’ un misto tra la speculazine ombelicale (una lunga prima parte in cui descrive una sua crisi religiosa culminata in conversione e poi presto in de-conversione e scoperta delle filosofie orientali) ed un saggio sul Nuovo Testamento. Inevitabilmente mi interessa più la seconda parte, ma apprezzo anche gli interventi arguti dell’autore, la sua lettura ravvicinata e molto personale del Vangelo di Luca alla fine rende tutto più piccante, senza nulla togliere a quel minimo di analisi storica.

Insomma in un certo senso possiamo dire che è un libro che ho amato mio malgrado, o forse malgrado il suo gigionissimo autore.

Leggerò altri libri di Carrère? Probabile. Fra qualche tempo.

 

 

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