Jacob Lawrence e la pittura come strumento sociologico

People on the Move

Ce l’ho fatta, sia pure per il rotto della cuffia, ad andare a vedere la meravigliosa mostra su Jacob Lawrence e la sua serie sulla Great Migration alla Phillips Collection, che ha chiuso l’8 gennaio.

La Phillips detiene metà dei disegni, i numeri pari, ma per una volta anche i numeri dispari erano presenti, in prestito dal Moma di New York.

Tutti e sesssanta i pannelli, sono una grande narrazione di povertà, disperazione, speranza, e anche una pagina di storia, più efficace di molti libri. C’è tutto, nei quadri di Lawrence, la schiavitù, il lavoro sotto pagato, le guerre tra poveri, la città e la campagna, il sud rurale e il nord industrializzato, i poteri forti, la gente senza potere, il razzismo.

Ogni quadro è una scena teatrale e realissima, con colori profondi che toccano corde importanti, e le figure stilizzate trasmettono un’immediatezza che si trasforma in emparia e poi racconto.

Ho comprato anche il catalogo, colpo di testa, ma come raramente capita (sono dell’idea che il posto dei quadri sia nei musei) ho fatto fatica a separarmi dalle opere.

Buona notizia, la metà di esse sarà comunque sempre a mia disposizione ad un paio di chilometri da casa.

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