L’America e il mondo: Trump e l’isolazionismo, Global Gag Rule

Capita di leggere tra le connessioni su Facebook un inquietante entusiasmo per Donald Trump, sulla base del fatto che “finalmente l’America smette di occuparsi del resto del mondo” (devo dire a volte da parte di gente insospettabile).

Di rencente sono stata rimbrottata per l’uso inappropriato di Facebook come valvola di sfogo, (non mi pareva che fosse quello il caso, ma non stiamo a polemizzare) quindi scrivo qui, dove ho più spazio e meno lettori.

Ragazzi cari, voi pensate che Trump e la sua amministrazine si occuperà solo di politica interna rimpendo uova nel paniere americano ma non nel resto del mondo.

Lasciatemi dire: ma siete fuori di melone?

A parte la logica che Trump ha interessi economoci personali in giro per tutto il mondo e usera una delle super potenze in tutti i modi a lui concessi per tirare acqua al proprio mulino.

C’è poi il piccolo problema delle No profit e del Global Aid, che è tutto men che perfetto, ma al momento è tutto ciò che abbiamo. Perché in questo mondo globalizzato nessuno è un isola e per ogni bomba c’è qualcuno che si danna per migliorare e condizioni di vita nei paesi in difficoltà ( e anche se pensate – lo penso anch’io – che siano spesso gli interessi dei paesi occidentali a mettere il resto del mondo in difficoltà, beh, qualcosa di buono ogni tanto vien fuori lo stesso).

Così può essere che via sia sfuggito il provvedimento firmato dal nostro presidente “di cui non si deve parlar male perché è contro producente”, che estende una policy chiamata Global Gag Rule o Mexico City Policy, originariamente introdotta da niente meno che Ronald Reagan.

Flash News: questa policy si estende ben al di fuori dei confini degli USA. Go figure!

Non solo le organizzazioni no profit che offrono vari tipi di assistenza sanitaria ai paesi in via di sviluppo non sono autorizzate a procurare aborti in NESSUN caso.

Non possono nemmeno offrire direttive su come procurarsi il suddetto aborto presso altre organizzazioni non americani, non possono nemmeno pronunciare la parola aborto.

E non importa se i fondi per l’operatività della suddetta organizzazione non provengono dal governo americano, ma da istituzioni private. Ugualmente il divieto sussiste, e spesso le organizzazioni non possono nemmeno più lavorare con  propri assistiti.

Beh, non c’è male come disinteresse per ciò che avviene all’estero. E come primo giorno di lavoro del presidente.

 

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