A day without immigrants

Oggi la città (il paese?) è attraversata da uno strambo sciopero. I lavoratori migranti non si presenteranno nei posti di lavoro, e a quanto pare la cosa riguarderà prevalentemente il settore ristorazione.

Dico strambo perché molti proprietari di ristoranti hanno chiuso i locali in solidarietà con i dipendenti e quelli che tengono aperto hanno comunque dato la loro benedizione alla giornata di assenza, in alcuni casi addirittura promettendo la spartizione delle mance in absentia.

Qui si dibatte se andare a dare supporto a chi rimane aperto o se a nostra volta disertare i locali.

Mi mette profondamente a disagio uno “sciopero” che viene preso con cotanto entusiasmo dal “padrone”, anche se chiaramente in questo caso l’obiettovo è farsi notare dai politici, in relazione alle politiche sull’immigrazione.

Questa gente non sciopera per avere aumenti sullo stipendio minimo, ma poi non si presenta per dare un segnale vago al governo. Mah!

In ogni caso, vedremo come va la partecipazione. Per ora la mia amica insegnante riporta una grande assenza di studenti ispanici, i cui genitori lavorano tutti nella ristorazione.

 

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