Uscir di casa, mai più

Abbiamo cominciato con Postmaster, che ci portò famosamente a casa una pizza tenendo la scatola in verticale, con il risultato che tutto il formaggio era colato sul cartone. Poi anche Uber è entrato nel mondo delle consegne a domicilio, andando persino a prendere la spesa al supermercato al posto tuo.

Ora leggo che volendo si può avere qulcuno che ti porta la biancheria a lavare (il che è strano, perché se una cosa non manca in città sono le lavanderie, noi ne abbiamo tre a meno di 500 metri, e in più sono aperte sempre in quanto spesso gestite da coreani con etica del lavro folle).

Oggi ho toccato il fondo della pigrizia, e per non farmi il viaggio di 2 km nel traffico con il gatto che miagola impazzino nel trasportino, ho ordinato un veterinario a domicilio. Arriva domani all’una e, come spiega il sito, questo aiuta a prevenire le ansie del gatto come quelle del padrone.

In una città in cui si spinge la popolazione a vivere senz’auto per aggirare il traffico, chi offre beni e servizi deve invece buttarcisi e trasportare il necessario a casa di noi city dwellers che abbiamo riscoperto le gioie di non fare mai più di due isolati, e la cui destinazione preferita è lo Yoga Center in fondo alla strada. Perché sti muscoli bisogna pur muoverli.

 

PS oggi inforchiamo le bici e buonanotte, ci son 20 gradi, buona primavera a tutti

 

 

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