Nove modi per emigrare in Canada

Articolo ruffiano, visto che quelli sul Canada sono i post più seguiti, e poi ho avuto un’impennata dopo l’elezione di Trump:

  1. Se avete un genitore canadese, siete canadesi anche voi. Che fate ancora davanti al computer?
  2. Sposate un cittadino canadese. Son carini e simpatici. Inoltre, non c’è veramente bisogno di sposarli: anche una common law partnership, ovvero una convivenza, è sufficiente.
  3. Trovate lavoro li. Duh.
  4. Se siete cittadini degli stati appartenenti al Nafta, avete liste privilegiate, ma solo per certe professioni
  5. Considerate i programmi delle singole provincie per Skilled Workers: se la vostra professione è nelle liste di quelle più desiderate, dovreste avere una via facile.
  6. Se avete un pò di soldi, considerate di immigrare come imprenditori.
  7. Fate l’università in Canada
  8. Potete stare fino ad un anno come turisti, e approfittare per darvi un’occhiata in giro. Attenti, in teoria non è possibile cercare lavoro con un visto turistico.
  9. Le liste federali, se siete qualificati, sono veloci ed efficienti.

 

Auguri a tutti.

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Bayer, Monsanto, e l’illusione del libero mercato

Per chi di voi si sveglia ogni tanto, come me, con la sensazione di essere sul set di un brutto film distopico, la notizia non è nuovissima ma vale la pena menzionarla:

Monsanto, la multinazionale dell business dell’agricoltura, comprerà Bayer, azienda chimico farmaceutica tedesca, per la cifra inimmaginabile miliardi di Euro.

Questo allegro matrimonio porterà la nuova holding a controllare il 29% del mercato delle sementi e il 24% di quello dei pesticidi.

Nessuna delle due aziende è nota per essere candidata al nobel per la pace: Monsanto è, tra le molte altre “lodevoli attività” per cui è nota, produttrice dell’ Agente Arancio tristemente nota dalla guerra del Vietnam, e Bayer – anche qui ci limitiamo a citare una singola efferatezza, ma non per mancanza di materiale – sotto il nome di Farben fu strumentale all’ascesa del partito Nazista nella Germania degli Anni 30 – e oltre.

Queste due deliziose aziendine insieme avranno una straordinaria concentrazione di capitale, ma non sono da meno le concorrenti in campo chimico farmaceutico: fusioniaziendali sono previste anche per DowChemical e DuPont e Sygenta e China Natioanl Chemical Corp.

Nel frattempo il guadagno medio degli agricoltori, strozzati dai prezzi di un mercato controllato da poche aziende, è sceso sensibilmente e i prodotti funzionano sempre meno perché gli infestanti sviluppano una resistenza ai diserbanti.

Qui il dettaglio e le fonti.

Justin Trudeau e il lato oscuro

Siamo tutti un po’ infatuati con Justin Trudeau: è giovane, femminista, cool, abile con i media e feneralmente pare un tipo simpatico. Più, viene dopo un lunghissimo governo Harper che pareva non avere fine.

Ma siccome non è mai bene “innamorarsi” dei politici, e anche il migliore dei leaders deve scendere a compromessi se vuole governare, pare necessario tenere un’occhio sulle cose che questo nuovo premier canadese sta facendo e che sembrano meno condivisibili dell’abbracciare un cucciolo di panda.

Non dimentichiamo che Trudeau ha basato la sua campagna sul forte mantenimento del social welfare e sulla liberalizzazione della marijuana.

Ci sono cose che vanno comunque tenute d’occhio:

  • Il Canada è il secondo stato in termini di traffico d’armi con il Medio Oriente
  • Come sostenitore dei diritti delle donne, Trudeau è stato stranamente poco interessato a parlare dell’Arabia Saudita
  • Le politiche di riconciliazione con le poplazioni indigene del Canada (First Nations) sono a tutt’oggi solo sulla carta, e in qualche folkloristica foto di Trudeao abbigliato à la pellerossa.

La cosa forse più grave, è la firma del recentissimo accordo per la vendita di gas natural nel British Columbia. Questo accordo con la Pacific NW LNG – multinazionale con dubbio passato – e presente – in termini di rispetto dei diritti umani, in pratica renderà impossibile per la provincia del British Columbia rispettare i limiti di inquinamento prefissati per legge, istituendo un pericoloso precedente.

L’accordo prevede un aumento del Fracking, la costruzione di un oleodotto attraverso il Nord Ovest, e la costruzione di un terminal vicino ad un’area protetta per i salmoni.

Su altri fronti, ci sono criticatissime istanze di detenzione dei rifugiati politici (anche dei bambini).

Insomma, il avaliere bianco sta vestendo un poco di grigio, per intendersi.

Capiamoci: il politico perfetto non esiste, e fare politica implica navigare compromessi tra le varie forze che compongono la società, in particolare dove si sia in democrazia. Questo non vuol dire che noi non si sia responsabili di sorvegliare i comportamenti dei nostri politici, in particolare quelli che abbiamo votato e che ci piacciono, per assicurarci che non cedano su argomenti fondamentali per ciascuno di noi, come lo stato sociale, la protezione delle minoranze, l’ambiente e la politica internazionale.

Emigrare in Canada: alcune risorse

Visto che continuano a fioccare domande riguardo alle possibilità di emigrare in Canada, ecco un articolo che offre alcune risorse per ottenere risposte (si spera) esaurienti.

Il sito CanadaVisa è social, e potete mandare loro richieste – semplici – e seguire i loro sforzi di diffondere la migliore informazione sull’argomento:

Hanno un account Twitter, una pagina Facebook, e un canale YouTube

Ovviamente il contenuto è tutto in inglese, e se non lo parlate – o almeno il francese -il mio consiglio è di farvi un bell’esame di coscienza e cominciare a studiare (magari guardando i video di Canada Visa :). La lingua non è sempre condizione necessaria all’immigrazione ma certo, senza è dura sia riuscire ad attivare il processo che, in caso di successo, insediarsi felicemente nel nuovo paese.

 

Emigrare in Canada: agricoltori e studenti

Qualche news per voi: il Canada è in passivo di circa 60.000 persone nel campo dell’agricoltura, denuciano le associazioni di categoria. Il problema è dato in generale dall’invecchiamento della popolazione e in particolare dalla difficoltà di raggiungere i luoghi remoti dove la suddetta agricoltura si pratica. Ora aspettiamo e vediamo se il governo Trudeau reagirà alla notizia.

Nel frattempo, gli studenti internazionali sono nel mirino – in senso buono – del ministro McCallun. Si sta infatti studiando una via privilegiata per far aver loro residenza permanente e cittadinanza in tempi relativamente brevi, in quanto sono “materia prima per diventare nuovi Canadesi”.

Emigrare in Canada: meno attesa per i coniugi

Qualcuno di recente ha portato la mia attenzione sulla situazione dei coniugi di cittadini canadesi, che canadesi non sono.

Negli Stati Uniti, lo sapete tutti per aver visto molti film, il matrimonio è una delle strade sicure per la cittadinanza.

In Canada no: si ha diritto a diventare permanent resident in prova per due anni, nel caso il matrimonio non regga. Se regge, la residenza diventa stabile, ma il percorso per la cittadinanza va fatto come tutti gli altri, e non avviene in automatico.

Qualcosa sta cambiando, però, sul fronte dell’attesa per la permanent residence. A breve, gli spouses (ricordiamo che in Canada ci si può legalmente sposare con persone appartenenti al proprio stesso sesso) non dovranno attendere i due anni di prova per ottenere il prezioso documento.

Le motivazioni sono di pura equità. Se da una parte l’attesa doveva essere utile a svelare matrimoni “combinati”, fatti solo per ottenere il documento, dall’altra mettevano il coniuge in attesa in una situazione di debolezza e passibilità di ricatto: il governo ha valutato che il rischio di violenze domestiche non denunciate per paura di perdere il visto fosse più alto di quello dell’occasionale coppia arrangiata ad hoc.

Oltretutto, ha commentato il ministro dell’immigrazione John McCallum, le verifiche che non si tratta di frode vanno fatte prima, non dopo, il rilascio del visto.

Per quanto riguarda invece la cittadinanza il percorso rimane lo stesso: potete ottenerla solo se vivete in Canada, e non per proxi atttaverso il coniuge.

 

Emigrare in Canada: nuove regole per la cittadinanza?

Il governo canadese sta considerando di cambiare le regole per la richiesta della cittadinanza da parte delle persone con permesso di residenza.

Sorpresa, le regole diventano meno restrittive:

  • Sarà necessario riesiedere in Canada per 3 anni su 5 (senza limite annuale) prima di poter far domanda di cittadinanza.
  • Sarà necessaria una conoscenza base della lingua inglese.
  • Non sarà più necessario dichiarare che si intende risiedere in Canada una volta ottenuta la cittadinanza.
  • Si terrà in considerazione il tempo trascorso in Canada  prima della residenza permanente al fine di calcolare i giorni di permanenza nel paese.
  • Solo tre anni di tasse canadesi pagate saranno necessari.

Infine, ultimo ma non per importanza, ognuno potrà mantenere la doppia cittadinanza.

 

E’ onesto dire che queste regole non sono interamente nuove (infatti erano in vigore quando io ed ilCdV facemmo richiesta di residenza permanente), ma saranno probabilmente riadattate dopo che il governo Harper le aveva modificate in peggio.