Buon 2017, quasi subito.

Il 3 del mese una ha smaltito jet leg, cibo, eccesso di festeggiamenti, e può finalmente pensare a ciò che arriva.

Il 2016 è stato un anno intenso, con bilancio per molti versi negativo, ma anche un momento di riflessione e scoperte, insomma un anno come gli altri, no?

Il 2017 sarà magari lo stesso, i buoni propositi sono anche parecchi, a che pro elencarli qui, se non quello fondamentale di non dimenticare più chi sono io, e chi sono le “mie” persone.

Poi per il resto ci saranno libri, arte, viaggi, politica, attivismo, cene con amici, cinema, gatti sul divano, e se si è fortunati anche un po’ di romanticismo.

Vi auguro lo stesso, e a chi fanno piacere, parecchie sorprese.

Buon 2017, ancora.

 

Intuito

Le donne hanno tanto intuito, diceva anni fa il marito di una cugina. Non finì bene per lui, quella sera, ad una tavolata di sole donne.

Non è intuito, tesoro mio, quella cosa che a te sembra magica per cui noi capiamo le cose senza che tu ce le dica, o navighiamo rapporti sociali con tatto e perizia.

E’ spirito di osservazione. L’abitudine costante – al punto di diventare a volte inconscia – ad osservare i dettagli, le variazioni minime, gli indizi lasciati senza intenzione.

E non sono solo le donne ad averlo: è tipico di chiunque sia abituato a navigare la propria vita in un mondo in cui la mano servitagli non è la migliore.

E’ la risposta alla sopravvivenza del più forte da parte di coloro che i più forti non sono. Eppure guarda qui, sopravviviamo ugualmente.

 

(Scusate, è lunedi mattina!!)

Tour d’Italie 2016, versione prolungata

Mi son resa conto che non ho fatto il mio solito post con le tappe dell’annuale Tour d’Italie, e come già scritto altrove, il tour è lungo quest’anno: iniziato a Luglio, finirà a Dicembre.

Siamo stati, e di nuovo saremo, a Roma, Spinetoli, Torino, Massarosa e, inevitabilmente, Firenze, dove siamo di residenza quest’anno.

Come sempre un viaggio fuori dai soliti confini è cosa rara, ma questa volta per colpa mia. beghe amministrative e problemi di salute di parenti vicini e molto amati mi trattengono in zona, o al massimo a qualche ora di treno.

Da qui qualche giro ma sempre contenuto. Ma fa niente, visto che queste località da sole offrono più che il necessario, in termini di turismo, gastronomia, arte e naturalmente convivialità.

Mancano ancora quasi 3 mesi alla ripartenza e confido di riuscire a vedervi tutti.

Intanto, la buona novella è che se Maometto non va alla montagna, la montagna, eccetera.

Visite illustri, anche da oltre oceano, sono avvenute e avverrano a breve.

E’ bello ricevere gli amici in luoghi diversi dal solito. Se volete passare di qui, purtroppo non abbiamo dove ospitarvi, ma vi faremo da guida e offriremo lauti pasti, e una vista imperdibile su Firenze da un lato, la valle del Mugnone dall’altro.

Accorrete numerosi. L’offerta scade a metà Dicembre 🙂

Autunno

Come sempre l’autunno per me è il momento dei propositi e così rieccomi al blog, abbandonato durante l’estate e – ok – una buona parte di primavera.

Avevo motivi, credetemi, in generale troppo personali per queste pagine.

Ma il principale per gli ultimi mesi è che il CdV ed io siamo in trasferta: questo semestre lo passeremo a Fiesole, in una casetta mignon con grossa terrazza vista Valle del Mugnone, privi di distrazioni feline e su territorio che più italico di così si muore.

Il primo mese di questa semi-vacanza (è così che ci sentiamo) è già passato ed è stato oltremisura piacevole e rilassante.

Abbiamo viaggiato in giro per l’Italia delle nostre relazioni, manca ancora la tappa romana che avverrà propabilmente in Ottobre, adesso per esempio vi scrivo da Torino, quartier generale di famiglia, dove stiamo trascorrendo un week end di stravizi, compensato da una minimaratona domani.

Per chi mi chiede “cosa fai a Firenze tutto il giorno”, mi tratterrò dal guardarli come pazzi, e invece cercherò di darvi una finestra sulla nostra vita di bi-migranti di lusso. Ho già munizioni pronte per il blog, e sono determinata a mantenere l’impegno.

Ma in fondo, non lo sono sempre? Si può dire che io sia incostante, preferisco pensare di avere molti stimoli intellettuali!

Comunque spero di farcela, almeno per Ottobre.

 

Sui meriti di frequentare un Historically Black College alla tenera età di 40 anni

Mancano due settimane alla fine della scuola (mia). Sarà la fine proprio, gli ultimi tre corsi, gli ultimi crediti. Fa una strana impressione essere arrivati fin qui, gli eventi degli ultimi mesi così forti in termini di peso emotivo e tempo dedicato non mi hanno lasciato il tempo di realizzare.

Poi qualche sera fa un’amica mi dice, ancora due settimane e hai finito, e il concetto è passato: non avrò più motivo di camminare per i corridoi che in questi anni mi sono diventati così familiari, fermarmi a chiacchierare con gli insegnanti o a cazzeggiare con i compagni di classe, niente più ore in biblioteca o giro quotidiano della città sulla linea rossa, sempre singhiozzante, della metro.

Se devo tirare le somme di questi tre anni e mezzo, le somme sono positive. Ho incontrato gente piuttosto straordinaria (e alcuni molto meno, ma la minoranza), ho imparato cose che non sapevo, ho raggiunto obiettivi che non credevo di poter raggiungere, tipo scrivere tesine da 20 pagine in lingua straniera, o apprezzare a fondo l’arte moderna sapendo finalmente perché.

Molte cose avrei forse potuto impararle con un pò di buona volontà per conto mio. Ma molte altre no, confrontarsi con punti di vista e soprattutto esperienze molto diverse dalle proprie, come dice la pubblicità, non ha prezzo.

Ho conosciuto persone che resteranno con me per buona parte del mio cammino, altre che purtroppo mi hanno lasciato lungo la via (a te, Abdul Amheed, spirito affine da un mondo così diverso, happy trails, caro).

Non so cosa farò con qesto diploma, se, come dicono gli americani, deciderò di “sfruttarlo”. Ma vedo il mondo con occhi diversi ora, in particolare il mondo vicino, che mi circonda.

Ho cominciato questo percorso per farmi una ragione di una società che mi pareva impazzita. Ora so che non è impazzita, che purtroppo c’è metodo nella follia, ma al contempo, da buona persona razionale, conoscere il meccanismo, per quanto perverso, mi tranquillizza. Se sappiamo come funziona un orologio, possiamo anche capire perché l’orologio non funziona più, e – si spera – provare ad aggiustarlo.

Su un diverso piano, molto più personale, ho imparato a non avere paura delle mie paure. E’ tardi a 44 anni? Beh, meglio tardi che mai.

 

Quando la morte mi chiamerà

Quando muoiono sono tutti buoni, diceva sempre scherzando mio padre.
Lui buono lo era, profondamente, intrinsecamente, ma non era tanto capace di mostrarlo, gli mancava il muscolo della socialità dicevo io
, a volte scherzavo, più spesso ero frustrata.

Così oggi, mentre aspetto la fine di un layover interminabile che mi porta al suo funerale, colgo l’occasione per tessere un poco le lodi di mio padre.

Faceva i gnocchi più strafighi della terra (non esagero e ho testimoni).

Sapeva i nomi di tutte le piante di agrumi.

Non era razzista, né omofobo, né sessista, e son cose che per un ragazzo del ’39 fa mica schifo.

Aveva una bella voce da basso e ci divertivamo a cantare insieme tristissime canzoni di montagna.

Amava l’arte anche se non sapeva perché.

Amava i gatti e non c’è cane che non si sia fermato ad accarezzare.

Amava mia madre con ammirazione vicina alla venerazione. Ancora oggi non so se sia stato completamente un bene. Ma lo è stato per lei, che una volta mi disse: è stato un ottimo compagno.

Gli piacevano le poesie di Prevert, anche se non era un gran lettore.

Aveva il cuore in Sicilia, come tutti quelli che si avvicinano al lato siculo della mia
famiglia.

Non aveva lo stomaco per sfruttare il prossimo sul lavoro. Ha fatto una buona carriera lo stesso.

Era una persona generosa, ma essendo un timido patologico, usava i beni materiali per dimostrarlo.

Amava me, intensamente, anche nei momenti peggiori, anche quando eravamo distanti geograficamente ed emotivamente, anche quando lo sgridavo esasperata, anche quando non riuscivo più a vedere mio padre nel vecchio ostinato che lo imprigionava.

Credo che lui sapesse che lo sapevo.

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29 gennaio 2016