Giovedi Poesia /11

Dining guest: me

By Langston Hughes

I know I am
The Negro Problem
Being wined and dined,
Answering the usual questions
That come to white mind
Which seeks demurely
To Probe in polite way
The why and wherewithal
Of darkness U.S.A.–
Wondering how things got this way
In current democratic night,
Murmuring gently
Over fraises du bois,
“I’m so ashamed of being white.”

The lobster is delicious,
The wine divine,
And center of attention
At the damask table, mine.
To be a Problem on
Park Avenue at eight
Is not so bad.
Solutions to the Problem,
Of course, wait.

Giovedì Poesia /9

Prima poesia del giovedì del 2017. Leggete, leggete,leggete.

Kate Clanchy
Incantesimo

 

Se, al tuo scrittoio, metti da parte il lavoro,
prendi giù un libro, cerchi questi versi
e leggi che io sto lì in ginoc
chio, l’orecchio
contro il tuo petto dove i muscoli
si inarcano come grossi tomi che si aprono, in curve
di gabbiani, attraverso le onde sonore del tuo cuore

e che mi passi le dita fra i capelli,
sfilando dalla massa ribelle ciocche
sottili come segnalibri di seta scarlatta,
e mi accarezzi le guance come se lisciassi
veline tra rigide illustrazioni,
e mi tiri verso di te

per leggermi solo negli occhi, vedrai,
in monocromo argento, te stesso,
seduto al tuo scrittoio, prendere giù un libro,
cercare questi versi, e allora, amore,
non saprai chi di noi due legge
ora, chi scrive, e chi è scritto.

Giovedi Poesia /9

Una poesia per il CdV, perché abbiamo insieme molti ricordi di palline di gomma che rimbalzano in un corridoio in cui la calda luce estiva è scurita da pesanti tendoni verdi, e anche molte scale scese di corsa per venirsi incontro.

 

“Hai mai visto una pallina”

di Irene Salvatori

Hai mai visto una pallina di gomma cadere dalle scale?
Rimbalza sugli scalini saltandoli a due a due.
Accelera quel ritmo,
le si moltiplica dentro una gioia
che esplode, scoppia
Si fa sempre più frenetica in quel suo saltare,
schizza sempre più in alto
poi tocca terra
ma solo per prendere uno slancio
ancora
nuovo
più veloce.

Così, più o meno, mi sentivo
quando scendevo le scale sapendo che stavo per incontrarti.

Giovedì Poesia /8

Una piccola riflessione sui rapporti con il potere, alla luce delle nuove scelte politiche americane, e non.

 

“Social Skills Training”

di Solmaz Sharif

Studies suggest How may I help you officer? is the single most disarming thing to say and not What’s the problem?

Studies suggest it’s best the help reply My pleasure and not No problem.

Studies suggest it’s best not to mention problem in front of power even to say there is none.

Gloria Steinem says women lose power as they age and yet the loudest voice in my head is my mother.

Studies show the mother we have in mind isn’t the mother that exists. Mine says: What the fuck are you crying for?

Studies show the baby monkey will pick the fake monkey with fake fur over the furless wire monkey with milk, without contest.

Studies show to negate something is to think it anyway. I’m not sad. I’m not sad.

Studies recommend regular expressions of gratitude and internal check-ins. Enough, the wire mother says.

History is a kind of study. History says we forgave the executioner.

Before we mopped the blood we asked: Lord Judge, have I executed well?

Studies suggest yes. What the fuck are you crying for, officer? the wire mother teaches me to say, while studies suggest Solmaz, have you thanked your executioner today?

Poesia del Giovedi /7

Una delle mie preferite di sempre, in realtà la prima poesia che ricordo di aver amato.

 

Dorothy Parker

Inventory
Four be the things I am wiser to know:
Idleness, sorrow, a friend, and a foe.

Four be the things I’d been better without:
Love, curiosity, freckles, and doubt.

Three be the things I shall never attain:
Envy, content, and sufficient champagne.

Three be the things I shall have till I die:
Laughter and hope and a sock in the eye.