Relax

Buona Domenica

Oggi affronterò le intemperie ed andrò a Baltimora per incontrare degli amici.

Mi sento così

best photo hiroki inoue

Se voi potete stare incasa avvolti in un plaid e con un buon libro, date un’occhiata al sito da cui questa foto proviene: ce ne sono altre altrettanto meravigliose, una selezione delle più belle del 2016.

Qui: http://mymodernmet.com/best-photos-2016/

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Kiss me, Kate

La Folger Shakespeare Library ha un piccolo gioiellino di teatro, in stile elisabettiano, capacità massima un duecento persone tutti seduti su scomode sedie in stile.

La produzione di The taming of the Shrew che abbiamo visto era di ambientazione vagamente di frontiera, pistole e stivali e saloon compresi, ma con cast e musica eccezionali.

Alla fine, pur essendo stato il testo misogino del bardo perfettamente rispettato, una esce nel sole che si riflette spietato contro il marmo della biblioteca con la sensazione che domata e domatore si siano, forse perfino consapevolmente, scambiati di ruolo.

 

 

Nabucco

Per non essere particolarmente una fan dell’opera, ultimamente mi pare di non fare altro.

Sarà perchè uno dei miei studenti è un cantante d’Opera, o sarà per i biglietti omaggio in ottima posizioni gentilmente offerti dall’Ambasciata, per cui ieri sera il CdV ed io ci siamo trovati seduti al Kennedy Center ad assistere al Nabucco.

Il fatto che qualche settimana fa abbia partecipato ad una piccola conferenza del regista Thaddeus Strassberger, che offriva un interessantissimo sguardo al “dietro le quinte”, ha reso l’esperienza più piacevole di quanto mi sarei aspettato.

Non sono in grado di valutare l’abilità dei cantanti, ma la messa in scena era interessante: in un momento di “teatro nel teatro”, gli attori avevano due pubblici: quello contemporaneo, in platea, e quello di fine ottocento, affacciato a finti palchi sul proscenio.

Se uno mette in scena il Nabucco nell’annivarsario dei 150 anni d’Italia, probabilmente non vuole perdere l’occasione di accennare a quello che l’opera ha significato per il risorgimento. Così durante il coro di Va’ pensiero, non è solo il popolo ebraico a cantare in un interessante “cambio di scena”, ma anche gli artisti della scala, i tecnici del teatro milanese, e alcuni carbonari in taverna.

Bellissimi i costumi e le scenografie, almeno secondo me: colori brillanti per i babilonesi, bianchi per  gli ebrei. Improbabili invece le maschere all “urlo di Munch” indossate dai preti di Baal/coro di Babilonia. Mah

Insomma, comunque mi sono divertita, chi l’avrebbe detto.

 

Luoghi segreti in città: McMillan Reservoir

Alcuni volonterosi consiglieri di quartiere si sono presi la briga oggi di organizzare una visita guidata al vecchio impianto di depurazione dell’acquedotto cittadino.

Ai margini del quartiere, subito prima che North Capitol si trasformi in un’autostrada, c’è una distesa enorme che per molti e’ sconosciuta, più alta del piano stradale, quasi invisibile.

L’acquedotto e’ ancora in funzione, e arrivando da Park View si vede il lago artificiale, ma l’impianto non e’ in uso da decenni. Ci sono ancora le torri (10 per parte) e le casette di manovra, parte dell’impianto vero e proprio.

Scendendo alcuni metri sottoterra, volte di cemento e distese di sabbia, un dedalo misterioso ed affascinante.

La guida, uno dei consiglieri appunto, ci racconta che la zona era aperta al pubblico prima della seconda guerra mondiale, non l’impianto in se’ ma il parco intorno e’ stato uno dei primi parchi non segregati in america. Bianchi e neri abitanti nei dintorni ci venivano a dormire d’estate, per sfuggire il caldo soffocante.

L’area e’ stata dichiarata “Sito storico” nel 1981. Al momento ci sono piani per sviluppare la zona con abitazioni, uffici ed aree commericali.
Speriamo tutti (a lacuni si sono attivati per ottnerlo) che conservino almeno in parte l’architettura civile che risale al 1905, ridestinando gli edifici piu’ particolare ad uso pubblico, e che mantengano almeno parte del parco.

Intanto ho avuto l’occasione di visitare uno dei luoghi “segreti” della citta’, e come sempre resto impressionata dall’ingegno e abilita’ dei miei simili, quelli che nel 1905 hanno contruito l’impianto, e quelli che oggi dedicano tempo ed energie perché ne rimanga qualcosa.

 

Intanto grazie ad un vicino, ecco un breve video, ripreso in una giornata di sole, non oggi che l’inverno ha deciso di venire a farci una visita anticipata.

 

In viaggio, ancora

Ieri sono partita da DC ad un’ora incivilmente antelucana, non credevo che avrei mai visto al citta’ cosi’ presto.

Il volo e’ atterrato a Detroit senza ritardi e il Compagno di Viaggio, proveniente dall’Indiana con auto a noleggio inspiegabilmente priva di alza cristalli elettrici mi ha recuperata.

Abbiamo passato il pomeriggio nel centro di Detroit, una giornata perfetta di sole, nel week end di Columbus Day, poca gente per strada, bellissimi edifici Art Deco, la capitale di un’aristocrazia industriale in declino.

Poi abbiamo passato un ponte, con poche smancerie, e come per magia eravamo in Canada. Windsor, Ontario, per la precisione.

La nostra ospite ci ha messo subito al lavoro: tiramisu’ per tutti. Abbiamo fatto cena con gente simpatica ed interessante, di nazionalita’ assortite, e una passeggiata serale nel vicinato.

Windsor ha l’aria aggraziata, da quel poco che ho visto, se non particolarmente originale.

Oggi, altro giro in citta’ e poi: Toronto.

Sara’ l’Italia

Sempre nell’ambito dei festeggiamenti per i 150 anni d’Italia a Torino, un’altra mostra questa volta a Palazzo Madama.

Una delle sale al primo piano e’ stata allestita con una riproduzione del primo senato d’Italia, a cura dei mastri carpentieri del teatro Regio, il piu’ possibile simile a quella che fu effettivamente allestita nello stesso luogo nel 1848.

Si entra ed e’ possibile sedersi sugli scranni dei senatori, mentre voci registrate di attori riproducono lo svolgimento delle sedute significative della neonata assemblea.

Mentre ero li’, era in atto la discussione sull’ingresso dell’Italia nella guerra in Crimea.

Alla fine della visita e’ possibile esprimere un voto, e naturalmente abbiamo giocato anche noi, confermandoci convinti pacifisti. Potete votare a vostra volta sul sito internet della mostra evento, che e’ molto interessante da visitare a sua volta, qui.

 

Hirshhorn Museum

I musei di arte moderna mi danno sempre un po’ di vertigini, con le linee pulite delle opere contemporanee e il tentativo di spingere i limiti oltre l’accettabile di certe installazioni. Dico tutto questo in senso positivo. Adoro i musei di arte moderna.

E l’Hirshhorn Museum, con la sua struttura architettonica essenziale e le sue pareti bianche, è l’esempio più tipico di quello che cerco di dire.

Fatto a ciambella, la galleria su tre piani è costituita da due cerchi concentrici, quello interno, provvisto di molte finestre che si affacciano sulla corte in cemento, è dedicato prevalentemente alla scultura e quello esterno, cieco, prevalentemente alla pittura.

La mia sala preferita è quella che espone le opere di Calder al terzo piano, insieme ad una zona di “relax” con una grande finestra che offre una panoramica sulla National Mall.

Il secondo piano offre una selezione delle opere del museo che cambia ogni quattro mesi e si alterna con mostre temporanee.

Il seminterrato fa spazio all’esposizione di ultime acquisizioni ed installazioni che richiedono spazi maggiori.

Se la sensazione di vaga vertigine diventa troppo forte, consiglio una passeggiata nel giardino delle sculture, uno spazio quasi zen con opere e fiori.