Giornata del gatto

E vada per la giornata del gatto:


Questi sono Giulio e Cesare nella casa nuova, in uno dei loro posti preferiti. Da qui possono tenere d’occhio contemporaneamente il movimento degli scoiattoli in giardino e la situazione nel lavello.

I mici hanno ormai tre anni e mezzo, e infatti hanno messo su qualche etto, e nonostante la voglia di giocare sia sempre alta, l’energia tende a scemare un pochino.

Non perché sono i miei gatti, ma sono favolosi: hanno tollerato senza colpo ferire un viaggio in auto di diverse migliaia di km, alcune stanze d’albergo, il passaggio da outdoor a indoor cats, e ben due diverse case, tutto negli ultimi 6 mesi.

Sono rimasti affettuosi e amanti della compagnia, non hanno tirato fuori un’unghia e come vedete continuano a posare per le mie brutte foto.

Ci hanno risollevato il morale più di una volta quando tutto il resto sembrava inaffrontabile.

Un paio di sere fa il Compagno di Viaggio ha dichiarato che prendere i due mici è stata una delle cose migliori che abbiamo fatto da quando siamo in Nord America.

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Io e Dewey

di Vicky Myron

Questo e’ stato un regalo. Confesso subito che l’avrei letto comunque (e’ nella mia lista in biblioteca, qui ad Halifax). Perche’ gatti e biblioteche sono tra le cose che amo piu’ al mondo insieme agli gnocchi al gorgonzola e le commedie brillanti.

E quindi cosa meglio della storia di una biblioteca che adotta un gatto?

Poi quel gatto in copertina e’ il mio, sul serio, guardate qui:

Il gatto del libro

Il gatto del libro

Il mio gatto

Il mio gatto

Insomma, via il libro e’ cosi’ cosi’, anche se la storia e’ tenera e interessante (e vera). La signora Myron dev’essere pure simpatica, ma l’elenco delle sue sfighe (e non sono poche, povera) e’ deprimente, per quanto lei tenga sempre un tono ottimista.

Insomma, un libro da spiaggia, peccato averlo letto  Natale. Oppure, e Dewey sarebbe contento, un libro da biblioteca

October sun

Una settimana piena di eventi e poco tempo per raccontarli. Anzi, pensandoci, non è che valga la pena di raccontare. Piccole cose, che si accavallano e portano via ore, pomeriggi.

Le mie lezioni di francese (che prendo) e quelle di italiano (che do) proseguono su lisci binari.

Il bagno è quasi finito. Piuttosto che niente, il rubinetto del lavandino è arrivato rotto, quidi si tratta di aspettare la spedizione del sostituto. Tutto il resto funziona. Speriamo.

I mici riempiono casa e vita, correndo da una stanza all’altra inseguendosi e facendo scivolate nel corridoio. La notte si svegliano e cominciano a fare le fusa a tutto volume. A volte tocca chiuderli fuori dalla stanza!

Intanto questo ottobre continua ad onorarci di temperature miti: due giorni fa prendevo il té nel giardino della vicina. Oggi il sole ha illuminato il nostro pranzo ad hot dog sul marciapiede di fronte all’università.

Tornare a casa verso l’ora di pranzo in un quartiere residenziale vicino al campus, vuol dire fermarsi ad ogni isolato per chiacchierare con studenti, vicini che portano a spasso il cane, conoscenze occasionali.

Oggi sono contenta.

Estate?

Oggi un caldo estivo ci ha investiti. Ci sono 28 gradi, e un buon tasso di umidità. All’una su Windsor Street si sentiva un odore salmastro che si appiccicava addosso. Questo non è il clima tipico di Halifax in settembre. Ma un po’ di caldo prima dell’inverno profondo è comunque il benvenuto.

Ho cominciato il mio corso di francese: sarà un po’ meno divertente dello scorso anno, solo una volta a settimana e poi siamo solo due allievi, di cui l’altra pare paralizzata dal terrore di una lingua straniera.

Anche l’insegnante non è più la spumeggiante Estelle, ma una Caroline arrivata ad Halifax solo da un mese. Bene, troverò una soluzione alla frequenza dei corsi (una volta a settimana per un’ora è davvero troppo poco). Per il resto aspettiamo e vediamo.

Su note feline: Cesare rifiuta il cibo secco, con il risultato che ad un certo punto pare impazzire dalla fame. Siccome gli diamo il cibo umido due volte al giorno, mentre le crocchette sono sempre disponibili, ogni volta che uno di noi si avvicina con la scatoletta in mano lui comicia a miagolare disperato, poi ruota su se stesso, e insomma sembra che lo affamiamo. Non mi è mai capitato che un gatto mangiasse solo un tipo di cibo, e non sono sicura se sia il caso di aumentare le dosi. Giulio mangia le crocchette senza fiatare.

In attesa di consultare il veterinario, qualcuno ha consigli?